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Corte Costituzionale Ordinanza 10, 1961

Dati identificativi

Autorità giurisdizionale
Corte Costituzionale
Sezione autorità giurisdizionale
Sezione unica
Sede
Sede unica
Anno
1961
Tipo di provvedimento
Ordinanza
Num. identificativo
10
Lingua
Italiano
Data generale
1961-03-11
Data deposito/pubblicazione
1961-03-11
Data dell'udienza in cui è stato assunto
1961-03-01
Numero RG
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Materia
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Parti
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Fonte
Corte Costituzionale - www.cortecostituzionale.it

Testo Ordinanza


LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Avv. GIUSEPPE CAPPI, Presidente - Prof.
GASPARE AMBROSINI - Dott. MARIO COSATTI - Prof. FRANCESCO PANTALEO
GABRIELI - Prof. GIUSEPPE CASTELLI AVOLIO - Prof. ANTONINO PAPALDO -
Prof. NICOLA JAEGER - Prof. GIOVANNI CASSANDRO - Prof. BIAGIO
PETROCELLI - Dott. ANTONIO MANCA - Prof. ALDO SANDULLI - Prof.
GIUSEPPE BRANCA - Prof. MICHELE FRAGALI - Prof. COSTANTINO MORTATI,
Giudici,

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nei giudizi di legittimità costituzionale della legge 6 luglio
1939, n. 1092, contro l'urbanesimo, promossi con le seguenti ordinanze:
1) ordinanza del 17 ottobre 1959 emessa dal Pretore di Bitonto nel
procedimento penale a carico di De Candia Gioacchino, iscritta al n.
112 del Registro ordinanze 1959 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n. 288 del 28 novembre 1959;
2) ordinanza del 12 ottobre 1959 emessa dal Pretore di Napoli nel
procedimento penale a carico di Sarnelli Rosanna, iscritta al n. 128
del Registro ordinanze 1959 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
316 del 31 dicembre 1959;
3) ordinanza del 29 febbraio 1960 emessa dal Tribunale di Roma
nella causa civile istituita da Cervelli Domenico contro il Comune di
Roma, iscritta al n. 62 del Registro ordinanze 1960 e pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 155 del 25 giugno 1960.
Udita nell'udienza pubblica dello febbraio 1961 la relazione del
Giudice Giuseppe Castelli Avolio;
uditi gli avvocati Mario Colamartino e Ubaldo Prosperetti, per il
Comune di Roma.
Ritenuto che nel procedimento penale pendente davanti al Pretore di
Bitonto a carico di De Candia Gioacchino, imputato della
contravvenzione agli artt. 2 e 10 legge 6 luglio 1939, n. 1092,
recante provvedimenti contro l'urbanesimo, per avere assunto operai
senza la prescritta autorizzazione, fu sollevata dalla difesa
dell'imputato questione circa la legittimità costituzionale dei detti
articoli, in riferimento alle norme di cui agli artt. 2, 3, 16, 35 e
120 della Costituzione;
che il Pretore, ritenendo la questione non manifestamente
infondata e rilevante ai fini del giudizio, con ordinanza del 17
ottobre 1959, debitamente notificata, comunicata e pubblicata ai sensi
di legge, ne rimetteva l'esame alla Corte costituzionale;
che nel procedimento pendente dinanzi al Pretore di Napoli a
carico di Sarnelli Rosanna, imputata di contravvenzione agli artt. 2
legge 27 dicembre 1956, n, 1423, e 157 T.U. delle leggi di p.s., per
aver violato la diffida della Questura di Napoli con la quale le era
stato imposto di rientrare nel Comune di Villaricca, il Pretore
sollevò, di ufficio, la questione della legittimità costituzionale
della citata legge n. 1092 del 1939, in relazione al principio della
libertà di soggiorno di cui all'art. 16 della Costituzione, e, con
ordinanza 12 ottobre 1959, debitamente notificata, comunicata e
pubblicata, rimetteva gli atti a questa Corte;
che, infine, nel giudizio civile istituito dinanzi al Tribunale di
Roma da Cervelli Domenico contro il Comune di Roma per ottenere il
risarcimento dei danni conseguenti alla negata iscrizione in anagrafe,
l'attore denunciò la illegittimità costituzionale della medesima
legge n. 1092 del 1939 perché in contrasto col citato art. 16 della
Costituzione, e il Tribunale, ritenuta non manifestamente infondata e
rilevante la questione sollevata, con ordinanza 29 febbraio 1960,
rinviava gli atti a questa Corte per la sua risoluzione;
che, in quest'ultimo giudizio, si è costituito il Comune di Roma
difeso dagli avvocati Mario Colamartino e Ubaldo Prosperetti, i quali
con le deduzioni e con memoria, pur non negando che alcune norme della
legge del 1939 siano incostituzionali, fanno alcune osservazioni sulla
portata dell'art. 16 della Costituzione;
Considerato che, nelle more del giudizio dinanzi a questa Corte, è
stata emanata la legge 10 febbraio 1961, n. 5, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 43 del 18 febbraio 1961, con la quale, fra
l'altro, sono state abrogate (art. 1) la legge 9 aprile 1931, n. 358,
contenente norme per la disciplina e lo sviluppo delle migrazioni
interne, e la legge, della cui legittimità costituzionale si discute,
6 luglio 1939, n. 1092;
che, per siffatto sopravvenuto evento, può rendersi necessaria una
nuova valutazione della rilevanza della questione sottoposta alla Corte
costituzionale, sia nei giudizi penali che in quello civile;
che tale valutazione è di competenza delle Autorità giudiziarie
dinanzi alle quali la questione di costituzionalità è sorta, epperò
alle medesime vanno rinviati gli atti rispettivi;


per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
ordina la restituzione degli atti alle Autorità giudiziarie
competenti.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,
Palazzo della Consulta, il 2 marzo 1961.
GIUSEPPE CAPPI - GASPARE AMBROSINI -
MARIO COSATTI - FRANCESCO PANTALEO
GABRIELI - GIUSEPPE CASTELLI AVOLIO -
ANTONINO PAPALDO - NICOLA JAEGER -
GIOVANNI CASSANDRO - BIAGIO
PETROCELLI - ANTONIO MANCA - ALDO
SANDULLI - GIUSEPPE BRANCA - MICHELE
FRAGALI COSTANTINO MORTATI.

Spiegazione Ordinanza

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