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Corte Costituzionale Ordinanza 101, 1962

Dati identificativi

Autorità giurisdizionale
Corte Costituzionale
Sezione autorità giurisdizionale
Sezione unica
Sede
Sede unica
Anno
1962
Tipo di provvedimento
Ordinanza
Num. identificativo
101
Lingua
Italiano
Data generale
1962-11-22
Data deposito/pubblicazione
1962-11-22
Data dell'udienza in cui è stato assunto
1962-11-15
Numero RG
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Materia
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Parti
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Fonte
Corte Costituzionale - www.cortecostituzionale.it

Testo Ordinanza


LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Prof. GASPARE AMBROSINI, Presidente - Dott.
MARIO COSATTI - Prof. GIUSEPPE CASTELLI AVOLIO - Prof. ANTONINO
PAPALDO - Prof. NICOLA JAEGER - Prof. GIOVANNI CASSANDRO - Prof. BIAGIO
PETROCELLI - Dott. ANTONIO MANCA - Prof. ALDO SANDULLI - Prof.
GIUSEPPE BRANCA - Prof. MICHELE FRAGALI - Prof. COSTANTINO MORTATI -
Prof. GIUSEPPE CHIARELLI - Dott. GIUSEPPE VERZÌ, Giudici,

ha deliberato in camera di consiglio la seguente

ORDINANZA

nel giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute
nel secondo e terzo comma dell'art. 209 del T.U. delle leggi sulle
imposte dirette, approvato con D.P.R. 29 gennaio 1958, n. 645,
promosso con ordinanza emessa il 12 dicembre 1961 dal Pretore di
Gravina nei procedimenti civili riuniti vertenti tra Giordano Michele
ed altri, l'Esattore delle imposte dirette di Gravina e il Servizio dei
contributi agricoli unificati, iscritta al n. 21 del Registro ordinanze
1962 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 65 del
10 marzo 1962.
Udita nella camera di consiglio del 30 ottobre 1962 la relazione
del Giudice Giovanni Cassandro;
Ritenuto che con ordinanza emessa il 12 dicembre 1961 il Pretore di
Gravina ha sollevato la questione di legittimità costituzionale delle
norme contenute nei commi secondo e terzo (quest'ultimo nella parte in
cui pone il divieto di tutela giurisdizionale contemporanea
all'esecuzione esattoriale), dell'art. 209 del T.U. delle leggi sulle
imposte dirette, approvato con D.P.R. 29 gennaio 1958, n. 645, in
relazione agli articoli 24, primo comma, e 113, primo comma, della
Costituzione, i quali conterrebbero il principio secondo il quale a
tutti i cittadini è consentito sempre di agire per la tutela
giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi;
che davanti alla Corte si è costituito il Servizio contributi
unificati, rappresentato e difeso dagli avvocati Carlo Sequi e Antonio
Sorrentino, depositando deduzioni e memoria rispettivamente il 20
febbraio e il 28 settembre 1962, con le quali chiede che "l'incidente
di costituzionalità sia dichiarato inammissibile e comunque respinto";
Considerato che l'eccezione di inammissibilità - fondata su quella
che la difesa chiama "grave contraddizione" nel senso che il Pretore di
Gravina ha sollevato la questione di costituzionalità dopo aver
ammesso che essa era relativa al giudizio di cognizione e, quindi, di
competenza del Tribunale -, deve essere respinta perché attiene al
giudizio di rilevanza, che è di competenza del giudice a quo;
che, con sentenza 3 luglio 1962, n. 87, questa Corte ha dichiarato
non fondata la questione di legittimità costituzionale delle norme
contenute nei ricordati commi dell'art. 209 del T.U. delle leggi sulle
imposte dirette, in riferimento agli articoli 3 e 113 della
Costituzione;
che gli argomenti esposti in questa sentenza per dimostrare
l'infondatezza della questione di legittimità costituzionale delle
norme impugnate in riferimento all'art. 113 della Costituzione, valgono
anche nei confronti della questione ora proposta in riferimento
all'art. 24 della Costituzione, per la ragione che il procedimento
esecutivo esattoriale, pur nelle forme che sono ad esso peculiari, non
vieta al cittadino di agire in giudizio per la tutela dei propri
diritti e interessi legittimi;
che, pertanto, la questione deve essere dichiarata manifestamente
infondata;


per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
visto l'art. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87;
respinta l'eccezione pregiudiziale sollevata dalla difesa del
Servizio contributi unificati;
dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità
costituzionale delle norme contenute nel secondo e terzo comma
dell'art. 209 del T.U. delle leggi sulle imposte dirette, approvato con
D.P.R. 29 gennaio 1958, n. 645, in riferimento agli articoli 24, primo
comma, e 113, primo comma, della Costituzione.
Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della
Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 15 novembre 1962.
GASPARE AMBROSINI - MARIO COSATTI -
GIUSEPPE CASTELLI AVOLIO - ANTONINO
PAPALDO - NICOLA JAEGER - GIOVANNI
CASSANDRO - BIAGIO PETROCELLI -
ANTONIO MANCA - ALDO SANDULLI -
GIUSEPPE BRANCA - MICHELE FRAGALI -
COSTANTINO MORTATI - GIUSEPPE
CHIARELLI - GIUSEPPE VERZÌ.

Spiegazione Ordinanza

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