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Corte Costituzionale Ordinanza 120, 1964

Dati identificativi

Autorità giurisdizionale
Corte Costituzionale
Sezione autorità giurisdizionale
Sezione unica
Sede
Sede unica
Anno
1964
Tipo di provvedimento
Ordinanza
Num. identificativo
120
Lingua
Italiano
Data generale
1964-12-22
Data deposito/pubblicazione
1964-12-22
Data dell'udienza in cui è stato assunto
1964-12-16
Numero RG
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Materia
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Parti
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Fonte
Corte Costituzionale - www.cortecostituzionale.it

Testo Ordinanza


LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Prof. GASPARE AMBROSINI, Presidente - Prof.
GIUSEPPE CASTELLI AVOLIO - Prof. ANTONINO PAPALDO - Prof. NICOLA JAEGER
- Prof. GIOVANNI CASSANDRO - Prof. BIAGIO PETROCELLI - Dott. ANTONIO
MANCA - Prof. ALDO SANDULLI - Prof. GIUSEPPE BRANCA - Prof. MICHELE
FRAGALI - Prof. COSTANTINO MORTATI - Prof. GIUSEPPE CHIARELLI - Dott.
GIUSEPPE VERZÌ - Dott. GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI - Prof. FRANCESCO
PAOLO BONIFACIO, Giudici,

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 44, secondo
comma, della legge 11 gennaio 1951, n. 25, integrativo dell'art. 117
del T. U. per la finanza locale 14 settembre 1931, n. 1175; dell'art.
30, lett. a, della legge 2 luglio 1952, n. 703; e dell'art. 18, secondo
comma, della legge 16 settembre 1960, n. 1014, promosso con ordinanza
emessa il 10 marzo 1964 dalla Commissione comunale per i tributi locali
di Castellammare di Stabia su ricorso di Della Porta Augusta contro il
Comune di Castellammare di Stabia, iscritta al n. 62 del Registro
ordinanze 1964 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica,
n. 126 del 23 maggio 1964.
Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei
Ministri;
udita nell'udienza pubblica del 2 dicembre 1964 la relazione del
Giudice Giuseppe Verzì;
udito il vice avvocato generale dello Stato Dario Foligno, per il
Presidente del Consiglio dei Ministri.
Ritenuto che Della Porta Augusta ha proposto ricorso alla
Commissione comunale per i tributi locali di Castellammare di Stabia
affinché l'accertamento dei redditi assoggettati alla imposta di
famiglia, effettuato dall'Amministrazione comunale, sia limitato a
quelli di natura immobiliare, con esclusione dei redditi professionali
del consorte, avvocato, che nel periodo considerato nell'accertamento
aveva cessato per ragioni di salute da ogni attività forense;
che la suddetta Commissione, con ordinanza del 10 marzo 1964,
accogliendo l'eccezione sollevata dalla difesa per la prima volta in
sede di discussione del ricorso, ha proposto la questione di
legittimità costituzionale: a) dell'art. 44, secondo comma, della
legge 11 gennaio 1951, n. 25, integrativo dell'art. 117 del T. U. per
la finanza locale 14 settembre 1931, n. 1175, e dell'art. 30, lett. a,
della legge 2 luglio 1952, n. 703, i quali contrasterebbero con la
riserva di legge sancita nell'art. 23 della Costituzione, in quanto non
porrebbero alcun limite alla discrezionalità degli organi
amministrativi cui è demandata la determinazione della quota di
reddito corrispondente al fabbisogno fondamentale di vita, esclusa
dalla imposta di famiglia; b) dell'art. 18, secondo comma, della legge
16 settembre 1960, n. 1014, il quale, prevedendo per alcune categorie
di contribuenti la riduzione dei redditi imponibili fino al 50 per
cento, violerebbe il principio di eguaglianza di tutti i cittadini
davanti alla legge e soprattutto quello dell'obbligo per ciascuno di
concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità
contributiva; c) dell'ultimo inciso del suddetto secondo comma, il
quale, dando ai Comuni la facoltà di fissare limiti oltre i quali è
esclusa l'applicazione del beneficio della suindicata riduzione,
violerebbe ancora una volta l'art. 23 della Costituzione, in quanto
anche qui l'esercizio di tale facoltà sarebbe meramente discrezionale.
Nelle deduzioni ritualmente presentate in questa cancelleria,
l'Avvocatura dello Stato ha osservato preliminarmente che nel ricorso
della Della Porta, non si contesta sulla quota di reddito
corrispondente al fabbisogno di vita da mandare esente dalla imposta di
famiglia e che dalla ordinanza di rimessione non è dato desumere come
la risoluzione delle suindicate questioni di legittimità
costituzionale possa avere rilevanza per la definizione del
procedimento principale;
Considerato che nell'ordinanza di rimessione manca del tutto il
giudizio sulla rilevanza delle proposte questioni di legittimità
costituzionale ai fini della decisione del ricorso;


per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
restituisce gli atti alla Commissione dei tributi locali del Comune
di Castellammare di Stabia.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,
Palazzo della Consulta, il 16 dicembre 1964.
GASPARE AMBROSINI - GIUSEPPE CASTELLI
AVOLIO - ANTONINO PAPALDO - NICOLA
JAEGER - GIOVANNI CASSANDRO - BIAGIO
PETROCELLI - ANTONIO MANCA - ALDO
SANDULLI - GIUSEPPE BRANCA - MICHELE
FRAGALI - COSTANTINO MORTATI -
GIUSEPPE CHIARELLI - GIUSEPPE VERZÌ
- GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI -
FRANCESCO PAOLO BONIFACIO.

Spiegazione Ordinanza

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