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Corte Costituzionale Ordinanza 136, 1999

Dati identificativi

Autorità giurisdizionale
Corte Costituzionale
Sezione autorità giurisdizionale
Sezione unica
Sede
Sede unica
Anno
1999
Tipo di provvedimento
Ordinanza
Num. identificativo
136
Lingua
Italiano
Data generale
1999-04-16
Data deposito/pubblicazione
1999-04-16
Data dell'udienza in cui è stato assunto
1999-04-12
Numero RG
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Materia
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Parti
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Fonte
Corte Costituzionale - www.cortecostituzionale.it

Testo Ordinanza


LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:
Presidente: dott. Renato GRANATA;
Giudici: prof. Francesco GUIZZI, prof. Cesare MIRABELLI, prof.
Fernando SANTOSUOSSO, avv. Massimo VARI, dott. Cesare RUPERTO, dott.
Riccardo CHIEPPA, prof. Gustavo ZAGREBELSKY, prof. Valerio ONIDA,
prof. Carlo MEZZANOTTE, avv. Fernanda CONTRI, prof. Guido NEPPI
MODONA, prof. Piero Alberto CAPOTOSTI, prof. Annibale MARINI;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 39 del decreto
legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo
tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art.
30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), promossi con ordinanze
emesse il 18 aprile 1997 dalla Commissione tributaria regionale di
Roma sui ricorsi proposti dall'Ufficio IVA di Frosinone contro Frasca
Franco, iscritte ai nn. 736 e 737 del registro ordinanze 1998 e
pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 41, prima
serie speciale, dell'anno 1998;
Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei
Ministri;
Udito nella camera di consiglio del 24 marzo 1999 il giudice
relatore Annibale Marini.
Ritenuto che la Commissione tributaria regionale di Roma, con due
ordinanze di identico contenuto emesse il 18 aprile 1997, ha
sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione,
questione di legittimità costituzionale dell'art. 39 del decreto
legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo
tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art.
30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), "nella parte in cui non
prevede la sospensione del processo tributario ove altro giudice
debba procedere alla definizione di una controversia dalla quale
dipende la decisione del ricorso";
che, a parere della rimettente, la norma denunciata, limitando la
sospensione del processo tributario alle sole ipotesi tassative in
cui sia stata presentata querela di falso o debba essere decisa in
via pregiudiziale una questione sullo stato o la capacità delle
persone, salvo che si tratti della capacità di stare in giudizio,
violerebbe l'art. 3 della Costituzione per la irragionevole
diversità di disciplina che si verrebbe in tal modo a determinare
rispetto a quella risultante dall'art. 295 del codice di procedura
civile che estende, invece, la sospensione del processo civile ad
ogni caso in cui occorre risolvere una controversia dalla cui
definizione dipende la decisione della causa;
che la stessa norma, ad avviso del giudice a quo sarebbe altresì
lesiva dell'art. 24 della Costituzione per le limitazioni che
comporterebbe all'esercizio del diritto di difesa nella controversia
pregiudicata;
che nel giudizio dinanzi a questa Corte è intervenuto il
Presidente del Consiglio dei Ministri, rappresentato e difeso
dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che venga dichiarata
l'inammissibilità o l'infondatezza della questione.
Considerato che i giudizi, avendo ad oggetto questioni identiche,
vanno riuniti per essere decisi con unica pronunzia:
che questa Corte, con sentenza n. 31 del 1998, ha già dichiarato
non fondata una questione sostanzialmente identica a quella sollevata
nel presente giudizio;
che nelle ordinanze di rimessione non vengono prospettati profili
nuovi o diversi rispetto a quelli già esaminati da questa Corte;
che pertanto la questione deve essere dichiarata manifestamente
infondata.
Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n.
87 e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti
alla Corte costituzionale.


per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
Riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza della
questione di legittimità costituzionale dell'art. 39 del decreto
legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo
tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art.
30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), sollevata, in riferimento
agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dalla Commissione tributaria
regionale di Roma con le ordinanze in epigrafe.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,
Palazzo della Consulta, il 12 aprile 1999.
Il Presidente: Granata
Il redattore: Marini
Il cancelliere: Di Paola
Depositata in cancelleria il 16 aprile 1999.
Il direttore della cancelleria: Di Paola

Spiegazione Ordinanza

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