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Corte Costituzionale Ordinanza 194, 1986

Dati identificativi

Autorità giurisdizionale
Corte Costituzionale
Sezione autorità giurisdizionale
Sezione unica
Sede
Sede unica
Anno
1986
Tipo di provvedimento
Ordinanza
Num. identificativo
194
Lingua
Italiano
Data generale
1986-07-14
Data deposito/pubblicazione
1986-07-14
Data dell'udienza in cui è stato assunto
1986-06-30
Numero RG
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Materia
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Parti
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Fonte
Corte Costituzionale - www.cortecostituzionale.it

Testo Ordinanza


LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Prof. ANTONIO LA PERGOLA, Presidente - Prof.
VIRGILIO ANDRIOLI - Prof. GIUSEPPE FERRARI - Dott. FRANCESCO SAJA -
Prof. GIOVANNI CONSO - Prof. ETTORE GALLO - Dott. ALDO CORASANITI -
Prof. GIUSEPPE BORZELLINO - Dott. FRANCESCO GRECO - Prof. RENATO
DELL'ANDRO - Prof. GABRIELE PESCATORE - Avv. UGO SPAGNOLI - Prof.
FRANCESCO PAOLO CASAVOLA, Giudici,

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 282, terzo
comma, del codice di procedura penale, promosso con ordinanza emessa il
18 ottobre 1984 dal Tribunale di Brescia nel procedimento penale a
carico di Giancaterina Capodacqua Mauro, iscritta al n. 569 del
registro ordinanze 1985 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica n. 8, 1ª serie speciale dell'anno 1986.
Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei
ministri;
udito nella camera di consiglio del 25 giugno 1986 il Giudice
relatore Giovanni Conso.
Ritenuto che il Tribunale di Brescia, con ordinanza del 18 ottobre
1984, ha denunciato, in riferimento all'art. 24 della Costituzione,
l'illegittimità dell'art. 282, terzo comma, del codice di procedura
penale, "nella parte in cui non riconosce anche all'imputato il diritto
di appellare avverso l'ordinanza del giudice istruttore che impone
obblighi condizionanti la concessione della libertà provvisoria";
e che nel giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei
ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato,
chiedendo che la questione sia dichiarata non fondata;
considerato che, dopo la pronuncia dell'ordinanza di rimessione, è
entrata in vigore la legge 27 gennaio 1986, n. 8, di conversione con
modificazioni del decreto - legge 29 novembre 1985, n. 685, il cui art.
4, nel testo modificato dall'art. 1 di tale legge, ha ulteriormente
sostituito l'art. 282 del codice di procedura penale, con la
conseguenza che il suo ultimo comma risulta ora cosi formulato:
"L'ordinanza la quale impone, modifica o revoca talune delle
prescrizioni previste dal presente articolo, anche se successive a
quella che concede la libertà provvisoria, può essere impugnata a
norma dell'art.281";
e che, quindi, in base al nuovo assetto normativo, l'imputato è
legittimato a proporre appello avverso i provvedimenti con cui
s'impongono "obblighi condizionanti la concessione della libertà
provvisoria";
che spetta al giudice a quo accertare se, alla stregua della
normativa sopravvenuta, la questione sollevata sia tuttora rilevante
(v. già ordinanza n. 107 del 1986).


per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
ordina la restituzione degli atti al Tribunale di Brescia.
Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della
Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 30 giugno 1986.
F.to: ANTONIO LA PERGOLA - VIRGILIO
ANDRIOLI - GIUSEPPE FERRARI -
FRANCESCO SAJA - GIOVANNI CONSO -
ETTORE GALLO - ALDO CORASANITI -
GIUSEPPE BORZELLINO - FRANCESCO GRECO
- RENATO DELL'ANDRO - GABRIELE
PESCATORE - UGO SPAGNOLI - FRANCESCO
PAOLO CASAVOLA.
GIOVANNI VITALE - Cancelliere

Spiegazione Ordinanza

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