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Corte Costituzionale Sentenza 116, 1964

Dati identificativi

Autorità giurisdizionale
Corte Costituzionale
Sezione autorità giurisdizionale
Sezione unica
Sede
Sede unica
Anno
1964
Tipo di provvedimento
Sentenza
Num. identificativo
116
Lingua
Italiano
Data generale
1964-12-22
Data deposito/pubblicazione
1964-12-22
Data dell'udienza in cui è stato assunto
1964-12-16
Numero RG
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Materia
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Parti
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Fonte
Corte Costituzionale - www.cortecostituzionale.it

Testo Sentenza


LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Prof. GASPARE AMBROSINI, Presidente - Prof.
ANTONINO PAPALDO - Prof. NICOLA JAEGER - Prof. GIOVANNI CASSANDRO -
Prof. BIAGIO PETROCELLI - Dott. ANTONIO MANCA - Prof. ALDO SANDULLI -
Prof. GIUSEPPE BRANCA - Prof. MICHELE FRAGALI - Prof. COSTANTINO
MORTATI - Prof. GIUSEPPE CHIARELLI - Dott. GIUSEPPE VERZÌ - Dott.
GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI - Prof. FRANCESCO PAOLO BONIFACIO,
Giudici,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 670 del
Codice penale, promosso con ordinanza emessa il 13 gennaio 1964 dal
Pretore di Milano nel procedimento penale a carico di Ruggieri Venera,
iscritta al n. 40 del Registro ordinanze 1964 e pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica, n. 91 dell'11 aprile 1964.
Udita nella camera di consiglio del 6 novembre 1964 la relazione
del Giudice Nicola Jaeger.

Ritenuto in fatto:
Nel corso di un procedimento penale a carico di Ruggieri Venera,
imputata del reato previsto nell'art. 670 del Codice penale, per essere
stata sorpresa a mendicare in una via cittadina, il Pretore di Milano
pronunciava in data 13 gennaio 1964 una ordinanza, con la quale
disponeva la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale,
"perché si pronunzi circa l'incidenza dell'art. 38 della Costituzione
sull'art. 670 del Codice penale, come precisato in premessa".
Nella motivazione dell'ordinanza il Pretore rilevava "un certo
contrasto" tra l'art. 38, commi primo e quarto, della Costituzione e
l'art. 670 del Codice penale, perché "oggi, dopo l'entrata in vigore
della Costituzione, non dovrebbero essere puniti quali colpevoli del
reato di mendicità i cittadini che, come la Ruggieri, si dedichino
alla mendicità, quando gli stessi siano inabile al lavoro e sprovvisti
dei mezzi necessari per vivere e, inoltre, per qualsiasi motivo, non
siano stati messi, dagli organi predisposti od integrati dallo Stato,
nella concreta possibilità di esercitare il diritto al mantenimento
ecc., di cui all'art, 38 della Costituzione".
Dopo un'ampia esposizione dei precedenti legislativi e
giurisprudenziali in argomento, il Pretore ha osservato che "il
precisare se la norma dell'art. 38 della Costituzione, commi primo e
quarto, abbia natura programmatica o precettiva, in relazione all'art.
670 del Codice penale, è materia che non rientra nella previsione
dell'art. 15 delle disposizioni preliminari e che, quindi, appartiene
alla competenza della Corte costituzionale. A questa, quindi, vanno
trasmessi gli atti perché dichiari se, anche dopo l'entrata in vigore
della Costituzione, l'art. 670 del Codice penale conservi la sua
originaria portata o se, invece, dalla sua previsione restino esclusi i
fatti commessi da cittadini inabili al lavoro e sprovvisti di mezzi
necessari per vivere, nei cui confronti gli organi predisposti o
integrati dallo Stato non abbiano reso concretamente possibile
l'esercizio del diritto al mantenimento e all'assistenza sociale, come
indicato dall'art. 38 della Costituzione".
L'ordinanza, comunicata ai Presidenti delle Camere del Parlamento e
notificata al Presidente del Consiglio dei Ministri, è stata
pubblicata, per disposizione del Presidente della Corte costituzionale,
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, n. 91 dell'11 aprile 1964.
Non si è avuta costituzione di parte, né intervento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, e pertanto, in applicazione
dell'art. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e
dell'art. 9, primo comma, delle "Norme integrative per i giudizi", il
Presidente della Corte costituzionale ha disposto che la causa fosse
esaminata in camera di consiglio.Considerato in diritto:
Dal testo stesso della ordinanza del Pretore di Milano risulta nel
modo più evidente che il giudice non ha proposto all'esame della Corte
una questione di legittimità costituzionale della norma contenuta
nell'art. 670 del Codice penale, ma ha invece richiesto alla Corte di
precisare "se la norma contenuta nell'art. 38, commi primo e quarto,
abbia natura programmatica o precettiva, in relazione all'art. 670 del
Codice penale" e di pronunciarsi quindi "circa l'incidenza dell'art. 38
della Costituzione sull'art. 670 del Codice penale".
La soluzione di tali questioni, che riguardano la interpretazione e
la applicabilità al caso concreto di una disposizione di legge
ordinaria, sia pure in relazione al significato di norme
costituzionali, non appartiene al campo di competenza della Corte, la
cui funzione ha quale oggetto il controllo della legittimità
costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge.
Poiché nell'ordinanza di rimessione non si prospettano dubbi di
tale natura per quanto concerne la norma dell'art. 670 del Codice
penale, i quesiti relativi alla interpretazione ed alla applicazione di
essa non danno luogo a problemi di legittimità costituzionale e
pertanto la questione deve essere qualificata inammissibile.

per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara inammissibile la questione proposta dal Pretore di Milano
con ordinanza emessa il 13 gennaio 1964 nel procedimento penale a
carico di Ruggieri Venera, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica, n. 91 dell'11 aprile 1964.
Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della
Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 dicembre 1964.
GASPARE AMBROSINI - ANTONINO PAPALDO
- NICOLA JAEGER - GIOVANNI CASSANDRO
- BIAGIO PETROCELLI - ANTONIO MANCA -
ALDO SANDULLI - GIUSEPPE BRANCA -
MICHELE FRAGALI - COSTANTINO MORTATI
- GIUSEPPE CHIARELLI - GIUSEPPE
VERZÌ - GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI
- FRANCESCO PAOLO BONIFACIO.

Spiegazione Sentenza

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