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Corte Costituzionale Sentenza 73, 1978

Dati identificativi

Autorità giurisdizionale
Corte Costituzionale
Sezione autorità giurisdizionale
Sezione unica
Sede
Sede unica
Anno
1978
Tipo di provvedimento
Sentenza
Num. identificativo
73
Lingua
Italiano
Data generale
1978-06-05
Data deposito/pubblicazione
1978-06-05
Data dell'udienza in cui è stato assunto
1978-05-23
Numero RG
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Materia
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Parti
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Fonte
Corte Costituzionale - www.cortecostituzionale.it

Testo Sentenza


LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Dott. LUIGI OGGIONI, Presidente - Avv.
LEONETTO AMADEI - Prof. EDOARDO VOLTERRA - Prof. GUIDO ASTUTI - Dott.
MICHELE ROSSANO - Prof. ANTONINO DE STEFANO - Prof. LEOPOLDO ELIA -
Prof. GUGLIELMO ROEHRSSEN - Avv. ORONZO REALE - Dott. BRUNETTO
BUCCIARELLI DUCCI - Avv. ALBERTO MALAGUGINI - Prof. LIVIO PALADIN -
Dott. ARNALDO MACCARONE, Giudici,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nei giudizi riuniti di legittimità costituzionale dell'art. 513,
n. 2, del codice di procedura penale, promossi con le seguenti
ordinanze:
1) ordinanze emesse il 30 giugno, il 20 maggio e il 24 maggio 1976
dalla Corte di appello di Roma nei procedimenti penali a carico di Gori
Antonello ed altro, Pinna Elena ed altri, Rossi Sergio ed altri,
iscritte ai nn. 674, 675, 676 del registro ordinanze 1976 e pubblicate
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 346 dell'anno 1976 e n. 4
dell'anno 1977;
2) ordinanza emessa il 12 aprile 1977 dalla Corte d'appello di Roma
nel procedimento penale a carico di Villa Sergio ed altro, iscritta al
n. 310 del registro ordinanze 1977 e pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica n. 193 dell'anno 1977;
3) ordinanza emessa il 14 dicembre 1976 dalla Corte d'appello di
Milano nel procedimento penale a carico di Sansalone Giuseppe, iscritta
al n. 528 del registro ordinanze 1977 e pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica n. 32 dell'anno 1978;
4) ordinanza emessa il 4 ottobre 1977 dalla Corte d'appello di Roma
nel procedimento penale a carico di Frateiacci Angelo ed altro,
iscritta al n. 531 del registro ordinanze 1977 e pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 25 dell'anno 1978.
Udito nella camera di consiglio del 5 maggio 1978 il Giudice
relatore Brunetto Bucciarelli Ducci.

Ritenuto in fatto:
Con varie ordinanze delle Corti d'Appello di Roma e di Milano,
emesse a seguito di appelli proposti avverso sentenze di Tribunale che
avevano prosciolto gli imputati dai reati loro ascritti in applicazione
di amnistia resa possibile dal giudizio di comparazione tra circostanze
aggravanti ed attenuanti, è stata sollevata, in riferimento agli artt.
3 e 24 Cost., questione incidentale di legittimità costituzionale
dell'art. 513, n. 2, c.p.p., nella parte in cui esclude l'appello dei
soli imputati contro siffatte sentenze di proscioglimento.
Tutte le ordinanze, con motivazione sintetica e pressoché
uniforme, rilevano, conformemente a quanto già osservato da questa
Corte con la sentenza n. 70 del 1975, che la forma impugnata,
escludendo l'appello dell'imputato avverso le sentenze di
proscioglimento per amnistia applicata a seguito di comparazione tra
circostanze aggravanti ed attenuanti, contrasta con gli invocati
principi costituzionali perché siffatto tipo di proscioglimento
implica un giudizio affermativo di colpevolezza, con eventuali
pregiudizi morali e giuridici per il soggetto prosciolto, risultando
pertanto ingiustificata la soppressione, per il solo imputato, di
taluni modi generali d'esercizio della difesa.
Si osserva infine che le ragioni che hanno indotto la Corte a
dichiarare l'illegittimità costituzionale dell'art. 512, n. 2, c.p.p.
- contenente una disposizione del tutto corrispondente circa il divieto
di appellare le sentenze del Pretore - dovrebbe valere anche per la
norma impugnata, che si diversifica da quella già esaminata soltanto
perché si applica alle sentenze del Tribunale e della Corte d'Assise.
Nessuna parte si è costituita in giudizio in questa sede.Considerato in diritto:
1) Poiché le ordinanze in epigrafe indicate sollevano la medesima
questione, i relativi procedimenti vanno riuniti per esser definiti con
unica sentenza.
2) La Corte deve decidere se contrasti o meno con il principio
d'eguaglianza e con il diritto di difesa (artt. 3, primo comma, e 24,
secondo comma, Cost.) l'art. 513, n. 2, c.p.p., nella parte in cui
esclude il diritto dell'imputato di proporre appello avverso la
sentenza di primo grado che l'abbia prosciolto per amnistia a seguito
del giudizio di comparazione tra circostanze aggravanti ed attenuanti.
La questione è fondata.
Oggetto del presente giudizio - come di quello deciso con la
sentenza di questa Corte n. 70 del 1975 - non è la disposizione
escludente il diritto di appellare ogni sentenza dibattimentale che
abbia dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta amnistia, ma la
norma che inibisce l'appello quando l'amnistia sia stata applicata per
effetto del giudizio di comparazione tra circostanze aggravanti ed
attenuanti.
Invero, come questa Corte ha già osservato, in tale ultima ipotesi
non è sufficiente un giudizio ipotetico, formulato allo stato degli
atti, ma occorre valutare in concreto la condotta dell'imputato al fine
di accertare in dibattimento se il fatto sussista, se l'imputato lo
abbia commesso, e se sia previsto dalla legge come reato. Soltanto sul
presupposto di un riconoscimento di colpevolezza può aver luogo il
giudizio di comparazione tra circostanze aggravanti ed attenuanti e
l'estinzione del reato per amnistia.
Da ciò consegue che siffatte sentenze di proscioglimento possono
implicare un pregiudizio morale e giuridico per l'imputato prosciolto.
La norma impugnata, che consente il prodursi di effetti negativi in
altri giudizi civili e amministrativi, priva il solo imputato di taluni
modi generali d'esercizio del diritto di difesa, contrastando quindi
con gli invocati principi costituzionali.

per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 513, n. 2, del
codice di procedura penale, nella parte in cui esclude il diritto
dell'imputato di proporre appello avverso la sentenza di primo grado
che l'abbia prosciolto per amnistia a seguito del giudizio di
comparazione tra circostanze aggravanti ed attenuanti.
Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della
Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 maggio 1978.
F.to: LUIGI OGGIONI - LEONETTO AMADEI
- EDOARDO VOLTERRA - GUIDO ASTUTI -
MICHELE ROSSANO - ANTONINO DE STEFANO
- LEOPOLDO ELIA - GUGLIELMO ROEHRSSEN
- ORONZO REALE - BRUNETTO BUCCIARELLI
DUCCI - ALBERTO MALAGUGINI - LIVIO
PALADIN - ARNALDO MACCARONE.
GIOVANNI VITALE - Cancelliere

Spiegazione Sentenza

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